| S O L E | L U N A | |||||
| 1 gennaio | 7:40 | 16:51 | 3 gennaio | Luna Piena | 11h 03m | |
| 15 gennaio | 7:37 | 17:06 | 10 gennaio | Ultimo Quarto | 16h 48m | |
| 31 gennaio | 7:26 | 17:25 | 18 gennaio | Luna Nuova | 20h 52m | |
| Nel corso del mese le giornate si allungano di circa 48 minuti | 26 gennaio | Primo Quarto | 05h 48m | |||
Gonfio tronfio, scrisse Vinicio riferendosi al suo Corvo Torvo. Ma qui, immersi nella bellezza del cielo stellato, ci riferiamo al gonfio pallone celeste, a quella sfera un po’ appiattita, fatta principalmente di idrogeno molecolare e metallico, con un nucleo solido di ferro, che Galileo aveva già osservato e compreso con grande minuzia e costanza scientifiche: Giove, il gigante gassoso.
Il gonfio tronfio del Sistema solare, per nostra fortuna una stella mancata è un superbo pianeta. Il 9 gennaio si troverà alla distanza minima dalla Terra, a sole 4,23 unità astronomiche, ossia a 633.055.104 chilometri da noi, e poi, subito dopo, il 10 del mese, sarà all’opposizione. Ossia posizionato insieme alla Terra lungo un’unica linea retta che congiunge il Sole e i due pianeti.
Giove brilla in cielo di magnitudine -2,5 nella costellazione dei Gemelli, e in questo inizio di anno sarà sempre visibile per tutta la notte, transitando al meridiano all’una di notte all’inizio, e verso le 23 a fine mese. Già con un piccolo telescopio è possibile seguire il movimento orbitale dei suoi quattro satelliti più brillanti, i satelliti galileiani Io, Ganimede, Callisto ed Europa. Potremmo perciò ripercorrere le osservazioni di Galileo Galilei, annotando la loro posizione rispetto al disco del pianeta, giorno dopo giorno.
Si potranno osservare al telescopio le bande rossastre e, in condizioni di calma atmosferica, la Grande Macchia Rossa. Questo è il periodo perfetto per osservare le ombre dei satelliti che si proiettano sul disco del pianeta, transiti ed eclissi. Accadrà diverse volte, ma ci limitiamo a riportare le più importanti e facilmente osservabili.
Iniziamo subito con il primo del mese. Alle 19:14 Io apparirà alle spalle di Giove e se abbiamo pazienza di aspettare, mentre Io si allontana, Callisto, avvicinandosi verrà eclissato dall’ombra del pianeta 4 minuti dopo le 21:00. L’ombra più facilmente osservabile al telescopio sarà quella di Ganimede. Se abbiamo la forza di puntare la sveglia alle 3:00 del mattino del 7 gennaio, l’ombra di Ganimede apparirà sul disco di Giove, seguita subito dopo dal satellite stesso. Avremo modo di osservarla fin dopo le 6:00 del mattino.
Sempre il giorno 7, ma alla sera dopo le 21, sarà il turno di Io. Qui l’ombra più piccola sarà molto vicina al satellite in transito, a differenza di quella di Ganimede. Io si ripeterà alle 4:45 fino alle 7 del mattino del 13 gennaio, quando Giove sarà ormai basso sull’orizzonte ovest. Il giorno 11 gennaio, a partire dalle 18:50 Europa transiterà sul disco di Giove e così pure la sua ombra subito dopo con il pianeta che si troverà a una ventina di gradi sopra l’orizzonte est, poi Europa finirà il suo passaggio alle 21:45. E infine, da poco dopo le 21 del 26 gennaio, Callisto transiterà sul pianeta, ma la sua ombra in forte ritardo si inizierà a vedere a partire dalle 2:10 del 27 gennaio, quando Callisto avrà già superato il disco del pianeta.
La nostra Luna sarà piena il 3 gennaio alle 11:03, all’ultimo quarto il 10 del mese alle ore 16:48, Luna nuova il 18 gennaio alle 20:52 e al primo quarto il 26 del mese alle ore 5:48.
La sera del 27 il nostro satellite sfiorerà le Pleiadi. Seguendo l’avvicinamento della Luna all’ammasso, da dopo il tramonto fino a tarda notte potremmo notare effettivamente il movimento della Luna rispetto alle stelle lontane. Un binocolo potrà rendere l’osservazione più piacevole. Nelle notti senza Luna potremo godere della presenza in cielo delle splendide costellazioni invernali. Il periodo migliore per osservarle insieme agli oggetti di profondo cielo, quali ammassi e nebulose ben visibili in questa stagione, è tra il 9 e il 28 del mese.
La costellazione dell’Auriga con i suoi ammassi stellari; quella dei Gemelli con M35, bellissimo ammasso vicino al piede di Castore; la costellazione di Orione con la sua grande nebulosa M42; la costellazione del Toro con il resto della supernova M1 o nebulosa Granchio; M44, l’ammasso del Presepe, nella costellazione del Cancro, in questo periodo inizia a essere ben alto sull’orizzonte. E infine non perdetevi l’ammasso M41, sotto la stella Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore.
Proprio Sirio, dopo la Luna e Giove, sarà l’astro più brillante del cielo. Facilmente rintracciabile prolungando verso il basso le tre stelle della cintura di Orione, Sirio è anche detta stella canicola. Con una distanza di soli 8,6 anni luce ed una luminosità di ben 25 volte quella del Sole, è la stella più brillante del cielo notturno. Sebbene sia visibile in inverno, sorgendo tra fine luglio e inizio agosto insieme al Sole, nell’antichità si riteneva che potesse contribuire ad aumentare il caldo estivo.
Ma innalzamenti di temperatura a parte, volgiamo lo sguardo verso Nord, al calar della sera. La costellazione dell’Orsa Maggiore – o se preferite l’asterismo del Grande Carro – sarà bassa sull’orizzonte. Con il passar delle ore sembrerà alzarsi sulla verticale in un numero di perfetto equilibrismo, fino a iniziare una maestosa ruota intorno alla Stella Polare. Si prenderà prima l’applauso a notte inoltrata, ben dopo la mezzanotte, mostrandosi alta nel cielo quasi allo zenith. Poi completerà la ruota verso nord-ovest al sorgere del Sole.
E infine non perdete l’occasione di osservare le Quadrantidi, uno dei tre sciami meteorici più intensi, in grado di produrre oltre cento meteore all’ora. Queste meteore offrono uno spettacolo abbagliante ma di breve durata all’inizio del mese, essendo attive fino al 12 gennaio. Il picco di attività è atteso per la sera del 3 gennaio. Purtroppo, in questa notte la Luna sarà Piena e la loro visibilità sarà molto ridotta a causa della luce del nostro satellite.
E per questo mese è tutto, tra ombre, transiti ed equilibrismi ci auguriamo un nuovo anno di tante notti stellate.