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E'
una delle cosiddette costellazioni "moderne", introdotta probabilmente
da Plancius nel 1613, ma forse risalente a tempi molto più antichi; è
una costellazione della regione equatoriale celeste e, per questo
motivo, visibile dalla maggior parte di entrambi gli emisferi.
Ad
occhio nudo si presenta povera di stelle brillanti, la cui luminosità
non supera mag. 4, ma è ricca di oggetti interessanti, sia per
l'osservazione telescopica, sia per quella binoculare.
Alfa Monocerotis
(Lucida), di mag. 3,94, è una stella arancione che dista 144 a.l. Non è
la stella più brillante della costellazione essendo superata, seppur di
poco, dalla stella Beta.
Stelle doppie
Beta
Mon
(Cerastes - corno),
di mag. 3,76, è una delle più belle stelle triple "fisiche" visibili
anche con piccoli telescopi. E' composta da una coppia A-B, le cui
componenti, bianco-azzurre, di mag. 4,5 e 5,22, sono separate di 7,4",
e da una terza stella (C), anch'essa bianco-azzurra, di mag. 5,6,
separata dalla stella B di 2,8", a formare uno stretto triangolo che ha
registrato nel tempo variazioni minime di posizione. Il sistema dista
691 a.l.
E' la stella più brillante della costellazione.
Delta
Mon
(Kartajan - ?), è una doppia ottica formata da una stella
bianco-azzurra di mag. 4,15 e da una compagna indipendente di mag. 5,44
(21 Monocerotis),
visibile ad occhio nudo o con l'utilizzo di un binocolo. Le due stelle
distano rispettivamente 375 e 261 a.l.
Epsilon
Mon,
di mag. 4,39, è un sistema multiplo formato da una coppia principale di
stelle di mag. 4,44 e 6,72, separate di 12,7", e da una terza stella,
di mag. 12,7, separata di 93,6" dalla principale. La primaria è a sua
volta una binaria spettroscopica. Il sistema dista 128 a.l.
10 Mon,
di mag. 5,06, è una bella stella tripla le cui componenti principali,
di mag. 5,0 e 9,2, sono separate di 77,2"; la terza stella, di mag.
9,2, è separata di 80,7" dalla primaria. Dista 1350 a.l.
E' la stella più brillante dell'ammasso aperto NGC2232.
14
Mon (S938),
di mag. 6,44, è una stella doppia le cui componenti, di mag. 6,45 e
10,70, sono separate di 10,5". Dista 362 a.l.
15
Mon,
di mag. media 4,62, è una calda stella gigante che è il membro primario
di un sistema multiplo piuttosto complesso le cui componenti principali
sono:
- C: di mag. 9,8, separata di 16,6";
- D: di mag. 9,6, separata di 41,3";
- E: di mag. 9,9, separata di 73,9";
- F: di mag. 7,7, separata di 156" (questa stella è a sua volta doppia);
- K: di mag. 8,1, separata di 105".
La
componente A è a sua volta una doppia fotometrica, leggermente
variabile, con oscillazioni di luminosità da mag. 4,62 a 4,68.
Conosciuta anche come S
Monocerotis, è la stella più brillante dell'ammasso aperto
NGC2264 e dista circa 1000 a.l.
S953
(Struve 953), di mag. 6,53, è una bella stella doppia che dista 750 a.l.
Stella
di Plaskett,
di mag. 6,05, è un sistema binario gigante che è stato erroneamente
considerato per decenni il più massiccio della nostra Galassia. E'
formato da una coppia di caldissime stelle blu (la cui separazione
reale è di circa 70.000.000 di km) che orbitano attorno al comune
centro di massa in 14,414 giorni.
L'inclinazione del sistema deve
essere abbastanza elevata rispetto alla nostra linea di vista, in
quanto non si sono mai osservate eclissi fra le componenti A e B.
Molto
probabilmente questa stella appartiene all'ammasso NGC2244 (associato
alla Nebulosa Rosetta, NGC2237) anche se, prospetticamente, sembra fare
parte dell'ammasso aperto Cr106. Se questa ipotesi è esatta, la
distanza della Stella di Plaskett è di circa 2700 a.l.
Stelle
variabili
V
Mon,
di mag. media 7,52, è una bella variabile a lungo periodo, di tipo
Mira, la cui luminosità oscilla tra mag. 6,0 e 13,9 in 340 giorni
circa. Incerte sono le misurazioni sulla distanza.
Stelle
peculiari
V838
Mon,
era una stella supergigante con una massa pari a 65 masse solari e con
una temperatura superficiale di 20-25.000 K; di età stimata di
4.000.000 di anni, con una compagna azzurra dalle caratteristiche
simili, la cui presenza ha permesso di calcolare la distanza del
sistema in 36.000 a.l.
Normalmente di mag. 15,6, nel gennaio 2002,
ha avuto un improvviso aumento di luminosità dovuto ad una immane
esplosione cui si sono alternati nel tempo cali di luce ed outburst (la
stella in quel periodo era circa un milione di volte più luminosa del
Sole, una delle più luminose della nostra Galassia).
Questo
improvviso aumento di
luminosità è stato causato dalla rapidissima espansione degli strati
esterni della stella che, in pochi mesi, ha fatto sì che V838
Monocerotis raggiungesse un diametro pari a quello dell'orbita di Giove.
Dopo
la fase di espansione è seguito un rapido raffreddamento, sia dei gas
espulsi sia della stella, che l'ha portata ad assomigliare ad una nana
bruna (con temperatura superficiale di 3700 K).
Le
ipotesi che sono state fatte per spiegare il fenomeno sono le più
diverse:
- esplosione di una stella nova, seppure di tipo atipico;
- pulsazioni termiche di una stella giunta al termine del suo ciclo
evolutivo che avrebbe causato un "flash dell'elio";
-
trattandosi di una supergigante di enorme massa, potrebbe trattarsi di
"flash del carbonio", fenomeno che si verifica allorquando, attraverso
reazioni di
trasformazione termonucleari, l'elio contenuto nella stella inizia a
fondere in elementi più pesanti (carbonio);
- potrebbe trattarsi
della fusione di due stelle di un sistema binario diseguale nel quale
la stella più piccola sarebbe stata inglobata in quella più grande
(mergeburst);
- potrebbe altresì trattarsi dell'inglobamento, da
parte della stella, di uno o più pianeti giganti che, precipitando
all'interno della stella, avrebbe provocato la fusione del deuterio,
con conseguente rapida espansione dell'astro.
Ammassi stellari
M
50
(NGC2323) - di mag. 5,9, è un ammasso aperto formato da una ottantina
di stelle bianche e gialle di età stimata di 78.000.000 di anni che
dista 2950 a.l.
NGC2215
- di mag. 8,4, è un interessante ammasso aperto formato da una
quarantina di stelle di età stimata di 350.000.000 di anni che dista
3260 a.l.
NGC2232 - di
mag. 3,9, è uno
sparso ammasso aperto formato da una ventina di stelle di età stimata
di 22.000.000 di anni, che dista 1350 a.l. Sparso su una superficie di
30', è diviso in due raggruppamenti distinti ed è perfettamente
risolvibile con un binocolo.
La stella più brillante dell'ammasso è la 10 Monocerotis,
di cui si è già parlato sopra.
NGC2236
- di mag. 8,5, è un ammasso aperto formato da una cinquantina di stelle
che dista 11.000 a.l. Si risolve completamente con strumenti di 150-200
mm. di apertura.
NGC2244 - di
mag.
4,8, è un bell'ammasso aperto formato da un centinaio di giovani stelle
blu situato proprio al centro della Nebulosa Rosetta (NGC2237) e fisicamente legato ad
essa, essendo il risultato della contrazione dei gas di parte della
nebulosa stessa.
L'ammasso
si trova in una regione abbastanza sgombra di materiale, al centro
della nebulosa, liberata forse dall'intensa radiazione emessa delle
stelle
che avrebbe spazzato via il gas circostante. L'età stimata di questo
ammasso è di circa 3.000.000 di anni e si trova ad una distanza di 5550
a.l.
NGC2252 - di mag. 7,7, è un ammasso aperto disperso formato da
una trentina di stelle sparse su una superficie di 20'. Dista 2900 a.l.
NGC2254
- di mag. 9,1, è un piccolo ammasso aperto che occupa un'area di appena
4,0', è formato da circa 50 stelle e dista 7200 a.l. Per essere
osservato necessita di strumenti di apertura medio-grande e non meno di
250 ingrandimenti.
NGC2264
(Albero di Natale) - di mag. 3,9, è un grande ammasso aperto piuttosto
disperso che, per la sua forma pressocché triangolare, si è meritato il
nome di Albero di Natale.
E' formato da una ventina di brillanti stelle blu e da almeno
un centinaio più deboli, la cui età è stata stimata in 20.000.000 di
anni. Dista 2450 a.l.
Il membro più rappresentativo dell'ammasso è la stella 15 Monocerotis,
di cui si è trattato più sopra.
Questo ammasso è immerso in una vasta nebulosità che viene catalogata
anch'essa sotto la sigla NGC2264 e la cui parte più famosa è una
nebulosa oscura che è stata soprannominata Nebulosa
Cono.
NGC2301 - di mag. 6,0, è un ammasso aperto piuttosto ricco, formato da
una ottantina di stelle prevalentemente azzurre (tranne la più
brilante, che è arancione) di età stimata di 110.000.000 di anni. Già
visibile in un binocolo, con telescopi di media apertura, a bassi
ingrandimenti, diventa particolarmente interessante. Dista 2450 a.l.
NGC2324 - di mag. 8,4, è un piccolo ammasso aperto che, a dispetto
delle ridotte dimensioni, è abbastanza ricco, con le sue settanta
stelle di età stimata di 660.000.000 di anni. Dista 9500 a.l. Bellissimo da osservare in un grande binocolo astronomico o in un piccolo telescopio.
NGC2335 - di mag. 7,2, è un ammasso aperto piuttosto disperso formato
da una trentina di stelle di età stimata di 160.000.000 di anni situato all'interno della Nebulosa Gabbiano. Dista
3250 a.l.
NGC2343 - di mag. 6,7, è un piccolo ammasso aperto formato da una
quindicina di stelle azzurre disposte a triangolo, il cui vertice
sud-orientale è segnato dalla presenza di una stella di ottava
magnitudine che però non appartiene fisicamente all'ammasso. Dista 3200
a.l. NGC2343 è immerso in una nebulosità diffusa (IC2177) perfettamente visibile anche in strumenti medio piccoli.
NGC2353 - di mag. 7,1, è un piccolo ma appariscente ammasso aperto la
cui età stimata è di circa 76.000.000 di anni. Dista 3400 a.l.
NGC2506 - di mag. 7,6, è un ricco e concentrato ammasso aperto formato
da almeno 150 stelle di età avanzata, stimata in 4 miliardi di anni e
per questo povere di metalli. Dista 7200 a.l. Bellissimo in uno
strumento di 120-150 mm. di apertura.
Cr91 (Collinder 91) - di mag. 6,4, è un piccolo ammasso aperto formato
da una decina di stelle già perfettamente risolvibile con un
binocolo.
Cr106 (Collinder 106) - di mag. 4,6, è un ammasso aperto formato da una ventina di stelle sparse su una superficie di circa 45'.
Tr5
(Trumpler 5) - di mag. 10,9, è un ammasso aperto discretamente grande e
ricco, formato da oltre 150 stelle irrisolvibili e sovrapposte,
prospetticamente, all'ammasso NGC2264. Dista 7800 a.l.
Nebulose
NGC2237/38/39/46
(Nebulosa Rosetta) - di mag. 6,0, è un ampio complesso circolare che in
realtà è formato da quattro porzioni di nebulose diffuse, registrate
nel New General Catalogue con i numeri 2237, 2238, 2239 e 2246 ma,
generalmente, viene menzionato semplicemente come NGC2237.
Con una estensione di 1,3°, circonda completamente l'ammasso aperto NGC2244
e si estende per ben 55 anni luce. E' una delle nebulose più massive
che si conoscono, con una massa di circa 11.000 Soli e numerosi globuli
di Bok (globuli oscuri che contengono al loro interno giovani stelle
allo stadio embrionale). Dista 5550 a.l.
NGC2261 (Nebulosa Variabile di Hubble) - di mag. 9,0, è una nebulosa
gassosa peculiare, che avviluppa la stella variabile R Monocerotis,
e la cui caratteristica principale è la variazione nel tempo sia della
luminosità che della forma.
Queste variazioni non coincidono però con quelle della sua stella
interna che nel 1959 si è scoperto essere in realtà una piccola ma
brillantissima nebulosa di forma triangolare che, a sua volta, contiene
un sistema binario appena formato.
Le due componenti, la più luminosa delle quali è circa 10 volte più
grande del Sole, non sono osservabili nella banda della luce visibile,
ma solo negli infrarossi, a causa della densa nebulosità e molto
probabilmente sono due stelle del tipo T Tauri, formatesi appena
300.000 anni fa.
Per spiegare la variabilità della nebulosa, si ipotizza che attorno
alle due stelle esista un disco circumstellare dal quale vengono
espulsi filamenti di gas in forma di un doppio cono che, seguendo le
linee del campo magnetico, provocherebbero le variazioni finora
osservate. NGC2261 dista 2500 a.l.
NGC2264 -
Come già accennato sopra, è un complesso di nebulosità diffuse che
circonda l'ammasso aperto NGC2264;
non è un oggetto facile per l'osservazione visuale, per la quale è
indispensabile l'uso di un filtro nebulare. La sezione forse più spettacolare di questa nebulosa, bellissima in fotografia, è stata chiamata Fox Fur Nebula (Pelliccia di volpe),
che deve la sua particolare forma alle complesse interazioni che
avvengono tra la polvere interstellare e la pressione di radiazione
delle giovani stelle che compongono l'ammasso.
Ai confini meridionali di questa nebulosa è sovrapposta una nebulosa
oscura la cui forma particolare le ha meritato il soprannome di Nebulosa Cono, la
quale si estende per circa 7 a.l. ed è a tutt'oggi uno degli oggetti
più fotografati dagli astrofili. Dista 2450 a.l.
NGC2346 (Nebulosa Farfalla) - di mag. 12,5, è una piccola ed
evanescente nebulosa planetaria all'interno della quale si trova un
sistema binario nel quale una delle componenti ha eiettato buona parte
dei suoi strati esterni generando la nebulosa (che attualmente si
estende per quasi 4000 miliardi di chilometri). Dista 2000 a.l. Per l'osservazione visuale di questo oggetto è indispensabile l'uso di un filtro OIII.
Nebulosa Gabbiano (Seagull Nebula) - è una vasta nebulosa ad emissione in cui è
particolarmente attiva la formazione stellare; fa parte dell'associazione stellare Canis Majoris OB1 e del complesso nebulare Canis Majoris R1. Le sue dimensioni reali
si aggirano intorno ai 100 a.l. ed al suo interno sono distinguibili diverse tipologie di oggetti: - la
parte più famosa di questa nebulosa è quella che rappresenta le "ali"
del gabbiano ed è catalogata come IC2177 (anche se questa nomenclatura
talvolta viene utilizzata per indicare tutta la Seagull Nebula). - La "testa" è invece catalogata come NGC2327 (o Gum 1), una nebulosa di forma irregolare all'interno della quale si trova la stella doppia Rst 3489, le cui componenti, di mag. 7,2 e 8,5, sono separate di 0,6". - Sh 2-297, è una nebulosa a riflessione situata sul bordo meridionale dell'ala ed associata alla stella HD53623. - All'interno di quest'area sono visibili diversi ammassi stellari aperti, di cui i più brillanti sono NGC2335 ed NGC2343 (di cui si è parlato sopra). L'intero complesso dista 3750 a.l. e può
essere osservato già con un buon binocolo o un telescopio
medio-piccolo, soprattutto facendo uso della visione distolta.
LBN1036 - è una estesa nebulosa ad emissione dal caratteristico colore
rossastro, solo apparentemente illuminata da una stella arancione di
mag. 5,95 (HD56207) che si trova prospetticamente nel centro. Fa parte,
come IC2177, di un vasto complesso nebulare noto come CMa R1, in cui è
attiva la formazione stellare. Dista 1800 a.l.
Galassie
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Meteore
Questa costellazione è
caratterizzata dalla presenza di due sciami meteorici minori e con picchi molto brevi: - le alfa Monocerontidi,
che irradiano dal 13 novembre al 2 dicembre, con un massimo previsto
per il giorno 21 novembre e con uno ZHR di 6-18 meteore/ora. Questo
sciame è stato generato dalla cometa C/Van Gelt-Peltier. - e le Monocerontidi
propriamente dette, che irradiano tra il 27 novembre ed il 17 dicembre
di ogni anno, con un massimo previsto per il giorno 11 dicembre ed uno
ZHR di 2-10 meteore/ora, generato dalla cometa perduta D/Mellish. Occasionalmente
(nel 1925, 1935, 1985 e 1995) sono state osservate piogge
particolarmente intense che hanno permesso di individuare con esattezza
il radiante delle meteore.
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