|
Conosciute
fin dall'antichità, le Pleiadi sono associate alle figlie di Atlante e
Pleione nella mitologia classica, ma hanno ricoperto un ruolo
importante in molte culture:
- Gli aborigeni australiani credevano
che le Pleiadi rappresentassero una donna che aveva subito soprusi dal
signore della Luna, Kidili.
- Per i Maori della Nuova Zelanda sono
chiamate Mataariki ed annunciano, con il loro sorgere ad oriente,
l'inizio del nuovo anno.
- Per i Nativi Americani, il numero di stelle delle Pleiadi visibili ad
occhio nudo erano un vero e proprio test visivo.
-
Nel mito indù, le Pleiadi (Trittika) sono le sei madri del dio della
guerra, Skanda, che per ognuna di loro ha sviluppato sei facce.
-
In Giappone erano conosciute con il nome di Subaru, oggi assegnato
anche al Telescopio Nazionale Giapponese e forse maggiormente noto per
indicare il marchio di una nota fabbrica di automobili.
La
classificazione di questo oggetto all'interno del catalogo di Messier,
seppur ampiamente giustificata, è origine di un piccolo mistero: è
infatti impensabile che un ammasso così evidente e ricco sia stato
incluso nell'elenco affinché altri astronomi evitassero di confonderlo
con una cometa (tale era infatti la motivazione originaria sulla
stesura del catalogo). Perché allora non inserire anche oggetti del
tipo del Doppio ammasso
del Perseo o le stesse Iadi?
Le
Pleiadi rappresentano sicuramente il più brillante e famoso ammasso
aperto del
cielo, formato da luminose stelle bianche e blu la cui età è sempre
stata stimata inferiore a 100.000.000 di anni ma che alcune
stime
recenti inducono a ritenere si avvicini a 150.000.000 di anni.
All'interno dell'ammasso, la cui forma ricorda, seppur in misura
ridotta, gli asterismi del Grande
e del Piccolo Carro,
sono presenti anche numerose nane brune (che potrebbero arrivare a
rappresentare addirittura il 25% dell'ammasso) e alcune nane bianche,
la cui origine sarebbe da ricercare nello stadio evoluto di
stelle massicce appartenenti a
sistemi binari.
Naturalmente,
il moto proprio dell'ammasso lo porterà fra molti millenni a mutare
aspetto e posizione rispetto alla Terra, facendolo transitare
prospetticamente al di sotto del piede di Orione; allo stesso modo i
membri dell'ammasso non resteranno vincolati in eterno dalla reciproca
attrazione gravitazionale ma in parte verranno espulsi dopo incontri
ravvicinati, mentre altri verranno derubati di parte della loro materia
da campi gravitazionali mareali. Si stima che occorreranno 250.000.000
di anni perché l'ammasso si disperda.
L'intero ammasso è immerso
in una nebulosa a riflessione azzurra che si riteneva un residuo del
processo di formazione dell'ammasso stesso ma, essendo passato troppo
tempo dalla formazione stellare, non è pensabile che tale materiale
possa essere ancora presente per cui è più logico pensare che le stelle
stiano attraversando una regione nella quale la nebulosa era già
presente.
Le
stelle principali dell'ammasso sono quelle che portano il nome delle
Sette Sorelle della mitologia e dei loro genitori. Esse sono:
Alcyone
(h
Tauri) - di mag. 2,85, con una temperatura superficiale di 13000 K e un
diametro di quasi 10 diametri solari; è anche l'unica ad essere
contrassegnata da una lettera di Bayer. Dista 368 a.l.
Celaeno
(16 Tauri) - di mag. 5,45, ha una magnitudine assoluta 57 volte quella
del Sole ed un diametro di 2,8 diametri solari. Dista 335 a.l.
Electra
(17 Tauri) - di mag. 3,72, temperatura superficiale di 14000 K,
diametro pari a 6,2 volte quello del Sole. E' una binaria
spettroscopica con una compagna invisibile che le orbita attorno in
poco più di 100 giorni ad una distanza media di 0,7 U.A. Dista 370 a.l.
Taigeta
(19 Tauri) - di mag. 4,30, ha un diametro di 4,3 volte quello del Sole
e dista 373 a.l.
Maya
(20 Tauri) - di mag. 3,87, ha una temperatura superficiale di 12600 K e
un diametro di 7,2 volte quello solare. Dista 360 a.l.
Asterope
(21 Tauri) - di mag. 5,76, ha un diametro di 2,7 diametri solari e
dista 390 a.l.
Merope
(23 Tauri) - di mag. 4,14, ha una temperatura superficiale di 14000 K
ed un diametro di 5,8 volte quello del Sole. Dista 360 a.l.
Atlante
(27 Tauri) - di mag. 3,62, ha una temperatura superficiale di 12300 K e
un diametro di 6,4 volte quello del Sole. Ha un compagno di mag. 7 che
gli orbita attorno in circa 150 anni; è anche una binaria
spettroscopica con periodo di 1254,7 giorni. Dista 380 a.l.
Pleione
(28 Tauri) - di mag. 4,77, ha una temperatura superficiale di 12000 K e
un diametro di 3,3 volte quello del Sole. E' una variabile del tipo g Cassiopeiae e
dista 390 a.l.
Il
numero di stelle visibili ad occhio nudo in condizioni di buona
visibilità va da un minimo di 5-6 ad un massimo (potenziale) di 14, ma
questo numero cresce in modo esponenziale con l'ausilio di strumenti
ottici; le condizioni ideali si possono ottenere con l'uso di un buon
binocolo, che permette di dare una visione di insieme veramente
entusiasmante (non ottenibile con nessun telescopio, anche se piccolo).
Se
poi si utilizzano strumenti fotografici, con riprese a lunga posa, il
numero delle stelle arriva tranquillamente a superare il migliaio.
|