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GEMELLI

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Precedentemente
al 5744 a.C. l’equinozio primaverile appariva proiettato in questa
costellazione in una posizione intermedia tra le due stelle che oggi
conosciamo come Castore e Polluce. Gli antichi astronomi usarono queste
due stelle per simboleggiare la eguale durata del giorno e della notte
in corrispondenza dell’equinozio primaverile.
Solo
in epoca greco-romana la rappresentazione che si dava della
costellazione, i due gemelli Castore e Polluce, assunse la fisionomia
attualmente nota. Julius Schiller nella sua opera Coelum Stellatum
Christianum stravolse l’immagine della costellazione sovrapponendovi
quella di San Giacomo Maggiore.
La
nascita di questa costellazione è legata a quella del Cigno e ad una delle tante
relazioni extraconiugali di Zeus.
Il
dio, questa volta, s'innamorò di Leda, la virtuosa moglie di Tindaro,
eroe spartano. Leda fuggiva da Zeus, allora questi, per possederla
ugualmente, si trasformò in un Cigno e le volò in grembo mentre ella si
lavava presso un fiume.
La
tradizione vuole che la notte che seguì quel giorno, Leda si unisse
carnalmente anche col marito. Da questa duplice unione, con un dio e
con un mortale, nacquero quattro gemelli, due di stirpe mortale,
Castore e Clitennestra, e due di stirpe divina, Polluce ed Elena.
Peraltro,
il nome con cui sono globalmente chiamati Castore e Polluce, Dioscuri,
significa "figli di Zeus". Dei due, Castore è soprattutto un forte
guerriero, Polluce un eccellente pugilatore.
I
due trovarono la morte durante una lite con i cugini Ida e Linceo, per
la divisione del bottino procurato da una razzia di bestiame. Castore
fu ucciso da Ida e Polluce uccise Linceo. Zeus, allora, uccise Ida con
un fulmine e offerse a Polluce di salire nell'Olimpo con lui.
Ma
Polluce non voleva separarsi dal fratello, destinato agli inferi, e
Zeus, allora, concesse loro di restare ciascuno metà del tempo sotto la
terra e metà nel cielo.
Per
i romani, i Dioscuri, erano i protettori nella battaglia, numi tutelari
dell'ospitalità ed anche protettori dei marinai nelle tempeste.
Un’altra
versione del mito dice che entrambi si unirono agli Argonauti guidati
da Giasone alla ricerca del Vello d’Oro.
Durante
il viaggio si scatenò un tremendo uragano che rischiava di affondare la
nave quando improvvisamente apparve una luce sopra le teste dei due
gemelli (il fuoco di sant’Elmo); all’istante la tempesta si placò.
Ai
gemelli venne attribuito il merito di aver salvato la nave e la loro
figura dipinta sulle navi venne considerata di buon auspicio dai
marinai.
Successivamente Castore venne ucciso in battaglia e
Polluce, distrutto dal dolore, chiese a Giove di poter rinunciare alla
sua immortalità per raggiungere il fratello nell’Ade.
Commosso da tanta devozione, Giove pose i gemelli nel cielo.
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