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CIGNO

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Nella
mitologia questo gruppo di stelle si ricollega al cigno nel quale si
era trasformato Giove per conquistare i favori di Leda.
Nella
Tessaglia viveva Leda, la bellissima e virtuosa moglie di Tindaro, eroe
spartano. Zeus, indispettito da tanta fedeltà, volle a tutti i costi
sedurla.
Naturalmente
Leda gli sfuggiva, ma un giorno, mentre ella si lavava presso un fiume,
il dio, assunte le sembianze di un bellissimo cigno, le volò in grembo
e si congiunse con lei.
La
notte che seguì quel giorno, Leda si coricò anche con il marito. In
seguito a quella doppia unione, con un dio e con un mortale, Leda
partorì quattro gemelli.
I
primi due, Castore ed Elena, di natura divina e gli ultimi due, Polluce
e Clitennestra, di natura mortale. Castore e Polluce, i Dioscuri, sono
descritti ampiamente nel mito dei Gemelli,
Clitennestra sposò Agamennone, re di Sparta, mentre Elena fu causa
della guerra di Troia, ma questa è un'altra storia ...
Un'altra
tradizione si rifà invece al mito di Fetonte e al suo sfortunato
viaggio con il carro infuocato del Sole: un giorno Fetonte, figlio di
Apollo, decise di guidare il carro celeste del padre sul quale era
posto il Sole.
Apollo
si raccomandò di non avvicinarsi troppo alla Terra poiché il calore del
Sole l'avrebbe bruciata.
Durante
il tragitto però Fetonte perse il controllo dei cavalli avvicinandosi
troppo al suolo e causando incendi ovunque; per salvare l'umanità Zeus
fu costretto a lanciare una saetta contro Fetonte, uccidendolo
all'istante.
Il corpo
di Fetonte cadde nel fiume Eridano;
Cigno, il suo miglior amico, si tuffò ripetutamente nelle sue acque
alla disperata ricerca del corpo ma senza riuscirci.
Zeus
rimase così colpito da tanta devozione da trasformarlo in un cigno per
poter continuare la ricerca con più facilità; inoltre gli riservò un
posto nel cielo dentro il luminoso sentiero della Via Lattea.
Eratostene
la cita con questo nome, mentre Ipparco e Tolomeo, parlando della
costellazione, usano il nome generico di "uccello".
Non
sempre però queste stelle sono state associate a vicende così
eccezionali o ad un uccello così elegante. Gli Arabi vedevano in esse
un piccione o una gallina e quest'associazione venne usata per diversi
secoli, cioè per quasi tutto il Medioevo, finché con il Rinascimento si
affermò la versione latina del Cigno. A conferma di ciò, la stella alfa
di questa costellazione, Deneb, deve il suo nome all'arabo Dheneb-ed-Dajajeh, che
significa "la coda della gallina".
Con
queste confusioni e dato che quello che colpisce a prima vista è la
forma a croce, non ci si deve meravigliare se lo Schiller nel 1627
tentasse di sostituire all'antico nome pagano quello di la "Croce
sostenuta da sant'Elena", la madre dell'imperatore Costantino, alla
qualle viene attribuito il ritrovamento della Croce medesima, smarrita
per tre secoli. Nonostante ciò alla fine prevalse il nome che oggi
usiamo.
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