Secondo
il calendario allegorico astrologico il sole sorge al solstizio
d’inverno in questo segno. La figura rappresenta un essere mezzo capro
e mezzo pesce, e se ne spiegava, popolarmente, l’origine fantastica
constatando che la sua immagine è situata in un’area di cielo che gli
antichi chiamavano il mare, per il fatto che vi sono ospitate solo
figure simboliche acquatiche: Acquario, Pesci, Balena, Eridano, Idra e
la nave Argo.
Secondo
la mitologia greca, con questa costellazione Zeus voleva ricordare uno
dei travestimenti del dio Pan. Quando la Madre Terra scagliò contro gli
dei olimpici il mostro Tifone, per vendicarsi della strage dei suoi
figli, i Titani, gli dei terrorizzati fuggirono in Egitto dove si
mascherarono da animali. Pan si tuffò in un fiume cercando nel contempo
di tramutarsi in pesce ma nella fretta la trasformazione gli riuscì a
metà: la sua parte alta rimase a forma di capra.
Zeus
ne rimase così colpito da porre il pesce-capra nei cieli, vicino
all'Acquario.
Il
mito greco trae origine da credenze molto più antiche risalenti agli
antichi popoli mesopotamici, tra i quali era comune il simbolo del
capro con la coda di pesce. Era l’immagine del dio Ea, il dio
principale della più antica religione sumerica. L’ideogramma del suo
nome significava anche "dimora delle acque" in quanto si riteneva che
risiedesse nelle profondità marine. Era considerato il protettore degli
uomini in quanto aveva insegnato ad uno di loro, il Grande Saggio, a
costruire una robusta arca per sottrarsi alla furia del diluvio
universale. Inoltre in alcune iscrizioni sumere in caratteri
cuneiformi, il Capricorno era detto Padre della luce, nome che
anticamente indicava la costellazione in cui cadeva il solstizio
estivo, come in realtà avveniva, ma nel 13.000 a.C.
Schiller con il suo zodiaco cristianizzato trasformò l’antica figura
nell’apostolo San Simone.
Secondo
altre fonti, rievoca Amaltea, la capra che allattò Zeus quando il dio,
per sfuggire al padre Crono che voleva divorarlo, venne portato da Gaia
nella grotta Dittea, a Creta.
Tuttavia,
anche la stella Capella in Auriga o la costellazione dell'Ariete
potrebbero rappresentare questo mito.
Macrobio
(V secolo) scrive che il simbolo del Capricorno era collegato col fatto
che, al pari della capra che si arrampica in alto, una volta che il
Sole era giunto al suo minimo sull'eclittica, iniziava la sua risalita
(ricordo le definizioni di tropico del Capricorno e del Cancro usati in
geografia per indicare i due paralleli distanti 23°,5 dall'equatore,
ove il Sole culmina alla zenit una volta l'anno).
Note:
Il
capricorno (Capricornis) è un mammifero erbivoro della sottofamiglia
dei Rupicaprini, che vive in alcune zone dell'Asia.
Si
osservi che Amaltea è il nome dato al quinto satellite di Giove.
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