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ARIETE

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Il
mito più famoso legato a questa costellazione è collegato alle leggende
su Atamante, re di Coronea in Beozia. Questi sposò in prime nozze
Nefele che gli diede due figli: Frisso ed Elle. Successivamente
Atamante ripudiò la moglie per sposare Ino, dalla quale ebbe altri due
figli. Ino gelosa dei suoi figliastri architettò un piano per farli
uccidere. Convinse le donne del paese a tostare tutti i chicchi di
grano che dovevano essere usati per la semina, rendendoli sterili.
Atamante preoccupato per la grave carestia che aveva colpito il suo
regno, inviò dei messaggeri a Delfi per consultare l’oracolo. I
suddetti, sobillati da Ino riferirono ad Atamante che la carestia
sarebbe terminata solo se avesse sacrificato i suoi due primi figli,
Frisso ed Elle.
Venuta
a conoscenza di ciò Nefele inviò un ariete alato dal vello d’oro, a
rapire i suoi due figli per metterli così in salvo. Durante la fuga
Elle scivolò in mare dalla groppa dell’animale e morì in seguito alla
caduta. In suo onore il tratto di mare in cui avvenne la tragedia fu
chiamato Ellesponto. L’altro figlio invece si mise in salvo e una volta
giunto a destinazione sacrificò l’ariete a Zeus e appese il vello su
una quercia in un bosco sacro ad Ares. A sua volta Nefele fece porre
l’immagine dell’Ariete in cielo.
Un
simile sacrificio ricorda molto da vicino il rituale compiuto dai
pastori su una montagna durante l’equinozio di primavera, per
propiziare nuove piogge.
Molto
si è scritto sull’origine di questa costellazione e le spiegazioni non
sono del tutto convincenti; si dice, ad esempio, che il suo nome fosse
pure di Crisomallo (cioè il vello d'oro) e quindi esso sarebbe
associato addirittura alla spedizione degli Argonauti.
Altri
riportano che esso indichi il nome di una ninfa, Amaltea, che nutrì
Giove di miele e di latte di capra, in un antro del monte Itteo.
In
un altro mito lo stesso nome è dato alla capra stessa, da cui fu
nutrito il piccolo Zeus e la si immaginò assunta in cielo fra le stelle
e stillante nettare ed ambrosia dalle corna (il mito è collegato anche
alle costellazioni dell'Auriga
e del Capricorno).
In
una leggenda posteriore, la ninfa riempì con fiori e frutta un corno
spezzato della capra e lo offrì a Zeus (da cui Cornucopia).
Nel
corso del 17° secolo Julius Schiller intraprese un fallimentare
tentativo di cristianizzare le figure dello zodiaco trasformandole in
quelle dei dodici apostoli. La figura zodiacale dell’ariete fu
sostituita da quella dell’apostolo Pietro.
Nota:
Si
osservi che Amaltea è il nome dato al quinto satellite di Giove.
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