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AQUILA

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L'Aquila
rappresentava, per i Greci, l'uccello del tuono: essa portava avanti e
indietro la folgore che il re degli dei scagliava contro i suoi nemici.
Tuttavia, ad essa sono associate anche altre storie; secondo la
mitologia, fu un'aquila a rapire Ganimede per portarlo presso gli dei,
di cui divenne il coppiere. Secondo alcuni, fu Zeus stesso ad
assumere la forma del rapace per l'occasione; Ganimede è rappresentato
dalla vicina costellazione dell'Acquario.
Inoltre,
sempre un'aquila figura come personaggio nella storia della seduzione
della ninfa Nemesi da parte di Zeus: l'aquila era Afrodite, che faceva
finta di cacciare un cigno,
in cui per l'occasione si era trasformato l'aspirante amante. Nemesi
offrì riparo al cigno e allora Zeus ne approfittò.
Secondo
altre fonti, la costellazione rappresenta l'Aquila che divorava il
fegato di Prometeo (reo di avere rubato il segreto del fuoco agli dei)
e che fu uccisa con una freccia
da Ercole. Secondo
Tolomeo, invece, le stelle rappresentano Antinoo, giovane perito nel
Nilo nel 131 d.C. A voi la scelta.
Anche
gli Arabi videro in queste stelle la figura del rapace e chiamarono la
costellazione "Al Nasr al Tair", cioè "l'aquila volante", da cui il
nome di Altair per la stella principale.
Nota:
Si
osservi che Ganimede è anche il nome dato al terzo satellite di Giove.
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